Il nuovo Iperammortamento: opportunità e novità per gli investimenti 4.0

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026, si inaugura una nuova fase di incentivi fiscali finalizzati a sostenere gli investimenti in tecnologie avanzate. Il Governo ha istituito il nuovo Iperammortamento, che sostituisce i precedenti modelli basati sul credito d’imposta (Transizione 4.0 e 5.0) con un meccanismo di deduzione fiscale rafforzata, volto a sostenere gli investimenti in tecnologie digitali, intelligenza artificiale e soluzioni per l’efficienza energetica.

Un nuovo perimetro per gli investimenti 4.0

La misura riprende la struttura degli allegati tecnici della Legge di Bilancio 2017, ampliandone significativamente il perimetro per comprendere le tecnologie di frontiera.

Beni Materiali
Oltre ai tradizionali beni strumentali interconnessi con i sistemi informativi aziendali, la nuova disciplina introduce categorie di investimento aggiuntive, in linea con le attuali direttive di sviluppo tecnologico:

  • Infrastrutture di calcolo e AI: sistemi per intelligenza artificiale e simulazione digitale.
  • Efficientamento energetico: impianti tecnologici volti a garantire condizioni operative ottimali (HVAC, ventilazione e controllo dell’umidità).
  • Qualità e controllo visione: sistemi diagnostici avanzati basati su AI per l’identificazione automatica di non conformità.
  • Sicurezza e ergonomia: esoscheletri e ausili robotizzati a supporto dei lavoratori.
  • Smart Retail: soluzioni intelligenti per l’interazione con il cliente (totem, camerini digitali, self-checkout), integrate con i sistemi gestionali aziendali.

Software
Oltre ai beni immateriali già richiamati negli allegati ministeriali del 2017, il nuovo Iperammortamento si estende ai software ad alto valore tecnologico, privilegiando in particolare:

  • AI avanzata e piattaforme di cybersecurity.
  • Sostenibilità digitale: software per il calcolo della carbon footprint, Life Cycle Assessment (LCA) e gestione del Digital Product Passport.

Aliquote e beneficio fiscale

L’agevolazione prevede una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, che si traduce in una riduzione della base imponibile IRES, con conseguente risparmio d’imposta per le imprese beneficiarie. La maggiorazione è articolata in fasce di investimento:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni di euro;
  • 50% per la quota eccedente i 10 milioni e fino a un massimo di 20 milioni di euro.

In termini pratici, questo meccanismo permette alle imprese di conseguire un risparmio fiscale rilevante: ad esempio, un investimento fino a 2,5 milioni di euro genera, considerando una aliquota IRES del 24% sulla maggiorazione del costo fiscalmente deducibile, un risparmio d’imposta effettivo pari al 43,2%.

Vincolo Made in EU

Una novità rilevante riguarda l’ammissibilità dei soli beni prodotti in Stati membri UE o in Paesi aderenti all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo.
Il prossimo Decreto Ministeriale definirà i criteri per la determinazione dell’origine dei beni materiali e immateriali, con particolare attenzione ai software, per i quali non esiste una normativa consolidata.

Autoproduzione di energia

In ottica di sostenibilità, l’iperammortamento include anche i beni destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili, consentendo alle imprese di coniugare trasformazione digitale e autonomia energetica, con riduzione dei costi operativi sul lungo periodo.

Tempistiche e oneri documentali

Gli investimenti saranno agevolabili se effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028. L’accesso al beneficio richiede la predisposizione di adeguata documentazione tecnica che sarà definita nel Decreto Ministeriale di prossima emanazione.

RDS Partners rimane a vostra disposizione per approfondire la normativa e valutare le opportunità specifiche per la vostra impresa.

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